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Teatro comunale "Nicolò Van Westerhout

 
Il Teatro van Westerhout, costruito nel 1887, fu successivamente intitolato al grande musicista e concittadino Niccolò Van Westerhout, che nell'aprile del 1896 diresse, in prima nazionale, a Mola, l'esecuzione della Doña Flor, con la partecipazione dell'orchestra del S. Carlo di Napoli e l'interpretazione di Nadina Buliciov e Angelo Angioletti.
Il teatro, in stile neoclassico, presenta al suo interno una tela dipinta da Domenico Battista di Bari, che riproduce l'opera La danza degli Amorini dell'artista Francesco Albano.
Nel corso della sua attività, il teatro ha visto importanti nomi avvicendarsi sul suo palco, tra questi il maestro Nino Rota, che diresse l'Orchestra dell'Amministrazione Provinciale di Bari, e il grande Eduardo De Filippo con la compagnia filodrammatica molese di Piero Delfino Pesce.

 

 

Chiesa "Maria SS. di Loreto"

 

 

La Chiesa di S. Maria di Loreto (XVI sec.). Costruita su una antica cappella dove, secondo la tradizione, era stata rinvenuta l'immagine della Madonna di Loreto. Semplice nella sua architettura, la facciata rinascimentale presenta un rosone in pietra dura ed un portale con arco a tutto sesto. Il maestoso campanile settecentesco, sormontato da una croce, si specchia nelle acque molesi accogliendo i visitatori alle porte della città. Pregevole è l'altare maggiore in legno dorato (XVII sec.) riccamente decorato da racemi, cherubini e immagini di anime purganti sulle lesene, su cui è posto il dipinto ad olio della Madonna di Loreto.

 

 

Chiesa "Maria SS. Maddalena"

 
La Chiesa di S. Maria Maddalena (XVII sec.). In origine era una piccola cappella con un solo altare in cui si venerava l'antica immagine della Penitente di Magdala. Nel 1617, per volere dei fedeli e del clero, fu edificata l'attuale chiesa, dove dal 1725 si venera l'Addolorata (Patrona di Mola di Bari) ad opera della Confraternita dei Sette Dolori della Beatissima Vergine. La facciata, semplice e lineare, presenta un portale ad arco a tutto sesto ribassato, un rosone e un orologio nella parte superiore. Addossato alla fiancata sinistra è il campanile settecentesco con terminazione "a cipolla". L'interno a navata unica presenta un'alta cupola decorata da angeli in altorilievo e una serie di altari marmorei settecenteschi. Attiguo alla chiesa è l'oratorio dell'Assunta (XVIII sec.).

 

 

Chiesa di "San Antonio"

 
La Chiesa di S. Antonio (XVI sec.). In origine chiamata S. Maria del Passo in quanto importante luogo di transito di mercanti e pellegrini. L'interno a tre navate presenta un affresco cinquecentesco raffigurante la Madonna del Passo tra i Santi Nicola e Leonardo; un raffinato altare marmoreo settecentesco con nicchia includente un'antica statua della Pietà (XV sec.); un'altare maggiore in marmi mischi e un pulpito ligneo con pannelli istoriati con Immacolata e santi francescani. Nel convento adiacente alla chiesa si possono ancora ammirare resti di decorazioni ed un affresco con ovali rappresentanti i santi francescani.

 

 

Chiesa Convento di S. Chiara

 

La Chiesa Convento di S. Chiara (XVIII sec.). In stile neoclassico, fu disegnata e costruita da Vincenzo Ruffo di Cassano, discepolo del Vanvitelli. La semplice ed elegante facciata con timpano è inquadrata nel prospetto del ex convento delle Clarisse, eretto nel 1731 dall'architetto Giuseppe Sforza. All'interno sono collocati tre altari su ambo i lati: pregevoli i due dipinti di scuola napoletana (XVIII sec.) collocati negli altari laterali raffiguranti l'Immacolata e San Francesco d'Assisi. Sull'altare maggiore un dipinto tardo barocco raffigura La liberazione di Assisi e del convento di S. Damiano dai saraceni, per intercessione di S. Chiara (1787). Attualmente nella chiesa ha sede la Congregazione di S. Giovanni Battista, mentre l'ex convento è diventata sede dell'Accademia di Belle Arti.

 

 

 

 

Chiesa di S.Domenico

 
La facciata presenta un finestrone sormontato da un timpano mistilineo ed oculo centrale. L'interno è a navata unica con quattro cappelle su ambo i lati. Prezioso è l'altare dedicato a S. Vincenzo Ferreri di patronato della famiglia Martinelli. Esso è ammirevole, oltre che per il magnifico quadro che lo sormonta, per le pregevoli sculture in marmo che lo adornano. La chiesa è annessa all'ex convento dei Carmelitani, poi Domenicani, fondato nel 1577. Nel 1809 l'edificio passò all'Amministrazione Comunale che ne fece sede del Municipio.  

 

 

Palazzo Noya

 
Costruito dalla nobile famiglia Teutonico, si affaccia con il prospetto principale in via van Westerhout e presenta una tipologia lineare e classica. Il prospetto presenta un portale ad arco a tutto sesto ai lati del quale si aprono dei magazzini un tempo adibiti all'attività commerciale. L' interno è abbellito da arredi d'epoca e da una cappella.  

 

 

Palazzo Pesce

 
Splendido esempio dell'architettura del tardo '700, oltre ad avere un valore architettonico e artistico, ha anche una sua rilevanza storica. Costruito dalla famiglia Martinelli di Mola, passò alla fine del XIX secolo alla famiglia Pesce, della quale Piero Delfino Pesce (1871-1939) fu una delle figure più rappresentative  
 
 

 

 

 
 
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